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Scritto da Arnaud Marsollier   
Tuesday 01 June 2010
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Rappresentazione artistica di un buco nero supermassivo: un acceleratore naturale per le astroparticelle - NASA/Dana Berry, SkyWorks Digital

Al giorno d’oggi i fisici e gli astronomi non sono più costretti a lavorare da soli e instancabilmente per raccogliere dati in grado di predire gli eventi in modo più accurato, o aspettare intere notti che i fenomeni accadano. Telescopi, satelliti e rivelatori ultra sensibili permettono loro di rivelare oggetti invisibili, di intrappolare minuscole particelle con energie che talvolta potrebbero essere impossibili da riprodurre nei nostri laboratori.

 

  


cephea.jpg Cephea Nebula CTA1 / credit: NASA/ S.Pinault, DRAO

Per confermare le nostre teorie sono stati messi a punto degli esperimenti focalizzati su fenomeni rari o sulla rivelazione di particelle che sono estremamente difficili da osservare, come i neutrini. Dai raggi cosmici di alta energia, la cui origine è sconosciuta, alle particelle esotiche,
dalle onde gravitazionali ai raggi gamma, tutti questi nuovi “messag geri” cosmici sono preziose sorgenti di informazioni sull’Universo, così come indizi sulla reale natura della materia che ci circonda. Essi ci aiutano a comprendere le grandi strutture dell’Universo e i più piccoli meccanismi della materia. L’astrofisica delle particelle elementari è la scienza dei due infiniti.

Ultimo aggiornamento ( Saturday 07 August 2010 )
 
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