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Alla ricerca della materia oscura PDF Stampa E-mail
Scritto da Arnaud Marsollier   
Wednesday 02 June 2010
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Abell cluster 520 / credit NASA /CXC / CFHT

Le nostre osservazioni mostrano che la maggior parte dell’Universo non è visibile ai nostri telescopi. Una materia oscura che non emette luce ma della quale riveliamo la presenza per i suoi effetti gravitazionali, rappresenterebbe il 25% della massa dell’Universo. Questa materia potrebbe essere composta da particelle sconosciute, quasi inafferrabili dal momento che interagiscono molto debolmente con la materia ordinaria.
La sfida consiste dunque nell’identificare fenomeni direttamente connessi all’interazione con questa materia oscura.
galaxy.jpgHunting Dogs Galaxy - M51 / credit NASA / HHT

Le galassie ruotano troppo velocemente tenendo conto della massa della loro materia luminosa. Perché le leggi di
gravitazione siano rispettate, le galassie devono contenere una frazione importante di materia invisibile o “oscura”. Molti indizi confermano questa idea. Solo il 5% della massa totale dell’Universo sarebbe costituito da materia visibile, il 25% da materia oscura e circa il 70% sarebbe
dovuto ad una ancor più enigmatica “energia oscura”. Alcuni metodi ci permettono di rivelare la materia oscura
in modo indiretto. Qui, per il cluster Abell 520, la figura mostra in rosso la distribuzione della materia ordinaria e in blu la materia oscura dedotta grazie all’effetto delle lenti gravitazionali. Ma gli scienziati sono impegnati anche nella ricerca in modo diretto della materia oscura, con esperimenti allestiti in laboratori sotterranei, cercando le tracce che essa potrebbe lasciare interagendo con la materia ordinaria.
Ultimo aggiornamento ( Monday 23 August 2010 )
 
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