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Enigmatici neutrini PDF Stampa E-mail
Scritto da Arnaud Marsollier   
Wednesday 02 June 2010
km3net.jpg
Rappresentazione artistica del progetto KM3NeT, per un rivelatore sottomarino di un kilometro cubo di estensione/ credit: ASPERA/G.Toma/A.Saftoiu

Nascosti nelle profondità, come migliaia di occhi, alcuni rivelatori di luce scrutano nelle profondità marine per osservare l’impercettibile scia luminosa che prova l’interazione dei neutrini. Queste particelle di alte energie hanno percorso enormi distanze senza essere deviate o assorbite dal mezzo intergalattico. Tuttavia, sulla Terra, una minima frazione di essi sarà rivelata sotto il mare. La sfida: scoprire le sorgenti dove queste particelle sono accelerate a così alte energie e svelare uno dei più scottanti segreti dell’Universo.



fermi2.jpgImmagine composta della Supernova 1987A/ credit: NASA/CXC/PSU/STScI/CfA

The supernova of 1987 was the first opportunity to detect neutrinos from a distant object. Coming directly from the core of stars, these particles enable us to access the most violent sources of the Universe, such as supernovae (seen here in gamma rays), black holes… This new window on the Universe is constrained by the weak interaction of neutrinos with matter. To capture muons generated by this interaction, it requires extensive and deep detectors to overcome as much as possible the background noise generated on the surface by the cosmic radiation. The ocean becomes the ideal environment for deploying thousands of photosensitive detectors. With a volume of one kilometre cube, the KM3NeT undersea telescope will be able to detect hundreds of events per year.
Ultimo aggiornamento ( Monday 23 August 2010 )
 
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